Psicostoriografia locale.

PSICOSTORIOGRAFIA: Gaal Dornick, servendosi di concetti non matematici, ha definito la psicostoria come quella branca della matematica che studia le reazioni di un agglomerato umano a determinati stimoli sociali ed economici [...]
Un ulteriore assunto è che la comunità esaminata deve essere, essa stessa, all’oscuro dell’analisi psicostorica affinché le sue reazioni siano assolutamente istintive.
ENCICLOPEDIA GALATTICA.

La psicostoriografia, vista così da Isaac Asimov nel ciclo delle fondazioni, è una scienza che ha molto in comune con la teoria dei giochi, e che nel libro funziona molto bene: è corredata di numeri e fa previsioni molto precise, ad anni di distanza. Abbastanza precise da lasciare messaggi da essere “aperti” in coincidenza con certe date critiche in futuro, certo, stiamo parlando delle previsioni del più grande psicostoriografo della galassia, ma comunque funzionano perfettamente, ed è quanto nessuno, per brillante che fosse, è mai riuscito a fare fino ad oggi nel mondo reale.
Un’altra verità dichiarata nel libro è che la psicostoriografia dovrebbe applicarsi solamente a sistemi statistici, ma Hari Seldon riesce a fare previsioni piuttosto accurante anche su una singola persona o su un ridotto gruppo, purché siano a breve termine.

Nella realtà non ci siamo ancora riusciti, o probabilmente non è possibile riuscirci. Tuttavia l’analisi di alcune situazioni, valutate a posteriori, non possono che accendere il dubbio in merito alla possibilità di fare previsioni del genere, magari con una conoscenza superiore, magari in un futuro molto lontano.

Ci sono due casi recenti che mi fanno pensare a questa branca fantascientifica, la rottura/fusione/rottura/fusione etc di una gilda di wow e la chiusura di un forum di cui facevo parte, oltre al caso palese e galattico che riguarda la presidenza del consiglio italiana.

Il primo dei due casi che mi ha affascinato e che sto affrontando senza rancore, è noto ad alcune persone che cliccano sul link del mio blog quando glielo spammo ossessivamente, che da oggi chiamerò “lettori affezionati”, è la situazione di gilda di wow.
C’era una volta una grande gilda piena di amici (e io ci credo che fossero e siano ancora amici sinceri), della quale entrai a far parte per mezzo di conoscenze e raccomandazioni. Un gruppo di dissidenti locali (di cui facevo parte) cominciarono a sentire un po’ di attriti verso altri membri di questa gilda, finché, un bel giorno, si arrivò alla rottura. A caldo si formarono due partiti, quello dei “dissidenti”, che già da tempo non ne potevano più della situazione, che si circodarono di qualche dissidente moderato.
Si andò avanti per un po’ di tempo (metà anno? 9 mesi?) senza alcun problema, anzi le distanze continuavano ad esserci, da una delle due parti (quella che conosco io), tutti sembravano concordare sulla scelta iniziale, era tutto un “menomale ce ne siamo andati”, “che bello che non c’è più certa gente”, “mai più insieme” e cose simili. poi le due gilde cominciarono ad avere problemi di presenza.
Come spesso capita nessuno ha voglia di rimboccarsi le maniche per sistemare la situazione, insomma alla fine si tratta di un gruppo di persone sotto la guida di un capo, quelli che entrano si aspettano che sia il capo a risolvere i brogli, come ricompensa i sudditi obbediscono agli ordini e lo rispettano, pertanto, quando il capo dice “è finita”, di solito “è finita”, che piaccia o no alla maggior parte del gruppo, e così fu. I tentativi successivi di annettere nuovi membri risultarono fallimentari per la carenza del gruppo che precedentemente era stato scoraggiato, se poi aggiungiamo epiche catastrofi come gente malata gente in vacanza, gente che smetteva inaspettatamente, lo scioglimento non poteva che sembrare inevitabile, senza che tutti si impegnassero veramente per scongiurarlo.
Fu così che le due gilde, in origine una sola, in parte si fusero di nuovo.
La parte interessante di questo, è che a fondersi furono soltanto i “moderati”, mentre gli estremisti ne rimasero fuori, e questo portò a un risultato che nella condizione iniziale sarebbe stato auspicabile da parte del gruppo in toto: espellere i pochi dissidenti per sedare la rivolta. Questo accadde a dispetto di un sacco di elementi che guardati singolarmente non sembravano destinati a sfociare nella situazione finale: il costante astio tra i due gruppi e l’impegno di alcuni, se pur pochi, membri a mantenere la gilda unita, tentativo naufragato.
Certo, anche l’astio si rimise lentamente, la gente cominciò a dire “finalmente ci siamo chiariti”, e anche “non sono poi così male”, salvo poi avere sostanzialmente gli stessi comportamenti che avevano precedentemente “a freddo”, anche perché, è ovvio, le menti degli adulti non si cambiano facilmente, quindi perché cambiare facilmente le opinioni nei loro confronti?
Le condizioni per attuare la psicostoriografia erano rispettate: la previsione a breve termine e quindi il gruppo “sufficientemente numeroso”, l’intero gruppo non era a conoscenza del proprio destino, ci correva contro ignaro, le previsioni per i singoli probabilmente non erano attuabili, ma il risultato globale, che si sia passati dalla “facile” espulsione dei dissidenti o dalla scissione della gilda è sempre lo stesso, pochi in disaccordo se ne vanno, e gli altri restano.
Soluzione del tutto ragionevole, tra l’altro, ma come prevederla, agli albori della scissione?

Un altro caso che mi torna in mente è il buon vecchio navigato e infine naufragato forum del liceo. Durato 5 anni tra periodi di massimo splendore e crisi. La situazione è analoga al finale della gilda che poi è stata assorbita: forte calo di utenza. La situazione, anche qui, si è autoalimentata fino a portare alla morte dopo vani tentativi.
Un gruppo di utenti si era riunito per cercare un modo di risollevare le sorti: erano nate un sacco di iniziative brillanti, che non si vedono neanche nei forum più “professionali”, che a cose normali avrebbero dovuto sensatamente coinvolgere un certo numero di persone, ma non ebbero successo. Ancora l’intervento di poche persone, mediante un’azione più che convincente, non è riuscita comunque a nulla.

E infine come dimenticare il nostro presidente del consiglio! continuano a votarlo. È dimostratamente una delle peggiori persone mai esistite nella storia, ma si continua a votarlo, nonostante le campagne “diffamatorie” (così vengono chiamate da certi suoi amici) che un giornale continua a fare nei suoi confronti.

Trovo tutto questo (tutti i casi) estremamente deprimente. Deprimente perché dimostrano che il singolo non può niente, che tutto si muove statisticamente. Dimostrano che non importa quanto ti impegni per una causa, talvolta ci sono cause perse, che tu non puoi cambiare, dimostrano che non importa quanto cerchi di illuminare le masse, rimarranno sempre cieche, anche davanti alle cose più facili da capire.

Come mai?

Posted by Kibuzo on agosto 31st, 2009 | Filed in Senza categoria |

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